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CHRISTA SCHROEDER ULTIMO AGGIORNAMENTO 13/02/2006 HOME

Testatina La DonnaChrista Schroeder

Christa SCHROEDER

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Segretaria del Führer

 

- "Appena [Hitler] aveva definito le grandi linee del discorso, un'imperiosa scampanellata mi chiamava. Quando entravo nel suo studio, lo trovavo a passeggiare nervosamente in lungo e in largo. Da un momento all'altro s'arrestava davanti ad un ritratto di Bismarck che osservava con occhi pensosi, come in preghiera. Dava l'impressione di star implorando il Cancelliere di Ferro per essere ispirato dalla sua esperienza negli affari di Stato. Con un movimento inconscio da sonnambulo, andava da un mobile all'altro per correggere la disposizione delle miniature che li ingombravano. Poi cominciava a percorrere la stanza con un passo affrettato per arrestarsi improvvisamente come colpito da paralisi. Non mi guardava mai. Infine, cominciava a dettare.
All'inizio, la parlata e la voce erano normali ma, a misura che i pensieri andavano sviluppandosi, la cadenza si faceva precipitosa. Le frasi si susseguivano senza tregua, scandite dai suoi passi, di momento in momento più rapidi, intorno alla stanza. Ben presto la parlata si faceva dura e la voce si gonfiava. Hitler dettava i suoi discorsi con lo stesso impeto appassionato con cui doveva pronunciarli l'indomani, davanti al suo uditorio.
Hitler viveva, letteralmente, i suoi discorsi. Quando voleva dar libero sfogo alla sua emozione, cessava di camminare e i suoi occhi fissavano sul soffitto un punto irreale, da cui sembrava attendersi una grazia particolare. "
B.24