- OTTOBRE 1929: raccontando
alla sorella Ilse il primo incontro con Hitler
"Ero rimasta dopo l'ora di chiusura [nello studio del
fotografo Heinrich Hoffmann, dove lavorava come segretaria-modella,
n.d.c.] per mettere a posto certe carte e mi ero arrampicata su una
scaletta per raggiungere i raccoglitori che venivano tenuti sugli scaffali
in alto dell'armadio. In quel momento il principale entrò accompagnato
da un uomo di una certa età, con dei buffi baffetti, un soprabito
chiaro di stile inglese e un gran cappello di feltro in mano. Sedettero
tutti e due dall'altra parte della stanza, di fronte a me. Cercai di
dare un'occhiata nella loro direzione senza far vedere che mi voltavo
e mi accorsi che quel tipo mi stava guardando. Proprio quel giorno avevo
accorciato la gonna..."
B.11
- 6 FEBBRAIO 1935: iniziando a redigere il diario
"Oggi mi sembra il giorno adatto per inaugurare questa 'meraviglia'.
Ho appena felicemente raggiunto l'età di 23 anni, ma se questo
sia veramente motivo di felicità è un'altra cosa."
B.11
- 28 MAGGIO 1935: un tentativo di suicidio. Dal diario, dopo
aver scritto una lettera a Hitler
"Oh, Dio, ho paura che oggi non riceverò nessuna risposta.
Se almeno qualcuno potesse aiutarmi. Tutto è così orribilmente
triste. Forse la mia lettera è arrivata in un momento inopportuno.
Forse non avrei dovuto scrivergli. Comunque possa essere, questa incertezza
è più difficile da sopportare di una fine improvvisa.
Signore, aiutami. Devo parlargli oggi, domani sarà troppo tardi.
Ho deciso di prendere trentacinque pillole. Questa volta deve essere
'mortalmente certo'."
B.11
- 1943: confidandosi con Speer
"Il Führer mi ha appena detto di trovarmi qualcun altro. Ha
detto che non può più soddisfarmi."
B.11
- 16 FEBBRAIO 1945: a Monaco. Festa di compleanno
"Mia sorella Ilse esagera sempre. Io non ho paura, io so che, oggi,
il mio posto è a Berlino, accanto a lui. Se la Germania soccomberà,
nulla ha più importanza: vivere o morire è indifferente.
Ma la Germania vincerà, Hitler non può sbagliare e chi
dice il contrario è un traditore."
B.08
- 21 APRILE 1945: da una lettera alla
sorella Gretl
"Come mi rincresce che tu debba ricevere una simile lettera
da me. Ma è inevitabile. Ogni giorno, ogni ora la fine può
arrivare e devo quindi approfittare di quest'ultima occasione per dirti
che cosa resta da fare... Quanto al Führer, egli ha perso ogni
speranza di una soluzione felice del conflitto... Ma naturalmente non
ci lasceremo prendere vivi...."
B.11
- Nel bunker, alla vigilia della morte
"Le mie fotografie devono essere conservate. Il mondo
deve sapere che sono esistita."
B.11
- A Traudl Junge, prima del suicidio
"Mi saluti Monaco e tenga la mia stola di volpe. Mi sono
sempre piaciute le persone ben vestite."
B.11
- Da una lettera ai genitori
"Sto per raggiungere il mio Führer, perché
voglio essergli accanto nell'ora del pericolo. Forse non ci rivedremo
mai più."
B.11
- "Ho aspettato per tre ore fuori dal Carlton e ho dovuto osservarlo
mentre comprava fiori per Anny Ondra e la invitava a pranzo.
[...] Desidero una cosa sola, ammalarmi gravemente e non sentire più
niente di lui almeno per una settimana. Perché non è arrivato
niente per me, perché devo sopportare tutto questo? Oh, se almeno
non l'avessi mai incontrato. Sono disperata. Adesso compro di nuovo
dei sonniferi, poi cado in uno stato di torpore, così non devo
più pensare a lui in continuazione. L'inferno deve essere preferibile
a questa situazione."
B.11
- "Ogni giorno litighiamo su questa storia della cucina vegetariana.
Io non posso proprio adattarmi a mangiare quella roba."
B.11
- "... è completamente cambiato. Non è più
quello di prima. Avevo aspettato con gioia di poter venire a Berlino,
ma adesso è tutto diverso. Der Chef non fa che parlarmi
di cibo e di cani. Spesso Blondi [il pastore tedesco di Hitler, n.d.c.]
mi fa venire veramente il nervoso. Alle volte do un calcio al cane sotto
il tavolo e Adolf resta molto sorpreso del ridicolo comportamento dell'animale.
E' la mia vendetta."
B.11
- Ad un negoziante di articoli in pelle della Kurfürstendamm,
acquistando un set di borse e valigie di coccodrillo
"Non le ho chiesto il prezzo. La prego di mandare tutto
nel mio appartamento. Cancelleria del Reich, all'attenzione del Führer."
B.11
- "Perchè io devo vivere nell'ombra e aspettare finché
Hitler sarà vecchio?"
B.11
- "Ha bisogno di me solo per esigenze speciali."
B.11
- "Noi Braun abbiamo la testa dura. [...] Quando noi Braun ci
mettiamo in testa qualcosa, beh, non cambiamo idea tanto facilmente."
B.08
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