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EVA BRAUN ULTIMO AGGIORNAMENTO 25/12/2006 HOME

Testatina La DonnaEva Braun

Eva BRAUN

Monaco
6 febbraio 1912

Berlino
30 aprile 1945

La donna del Capo

 

- OTTOBRE 1929: raccontando alla sorella Ilse il primo incontro con Hitler
"Ero rimasta dopo l'ora di chiusura [nello studio del fotografo Heinrich Hoffmann, dove lavorava come segretaria-modella, n.d.c.] per mettere a posto certe carte e mi ero arrampicata su una scaletta per raggiungere i raccoglitori che venivano tenuti sugli scaffali in alto dell'armadio. In quel momento il principale entrò accompagnato da un uomo di una certa età, con dei buffi baffetti, un soprabito chiaro di stile inglese e un gran cappello di feltro in mano. Sedettero tutti e due dall'altra parte della stanza, di fronte a me. Cercai di dare un'occhiata nella loro direzione senza far vedere che mi voltavo e mi accorsi che quel tipo mi stava guardando. Proprio quel giorno avevo accorciato la gonna..."
B.11

- 6 FEBBRAIO 1935: iniziando a redigere il diario
"Oggi mi sembra il giorno adatto per inaugurare questa 'meraviglia'. Ho appena felicemente raggiunto l'età di 23 anni, ma se questo sia veramente motivo di felicità è un'altra cosa."
B.11

- 28 MAGGIO 1935: un tentativo di suicidio. Dal diario, dopo aver scritto una lettera a Hitler
"Oh, Dio, ho paura che oggi non riceverò nessuna risposta. Se almeno qualcuno potesse aiutarmi. Tutto è così orribilmente triste. Forse la mia lettera è arrivata in un momento inopportuno. Forse non avrei dovuto scrivergli. Comunque possa essere, questa incertezza è più difficile da sopportare di una fine improvvisa. Signore, aiutami. Devo parlargli oggi, domani sarà troppo tardi. Ho deciso di prendere trentacinque pillole. Questa volta deve essere 'mortalmente certo'."
B.11

- 1943: confidandosi con Speer
"Il Führer mi ha appena detto di trovarmi qualcun altro. Ha detto che non può più soddisfarmi."
B.11

- 16 FEBBRAIO 1945: a Monaco. Festa di compleanno
"Mia sorella Ilse esagera sempre. Io non ho paura, io so che, oggi, il mio posto è a Berlino, accanto a lui. Se la Germania soccomberà, nulla ha più importanza: vivere o morire è indifferente. Ma la Germania vincerà, Hitler non può sbagliare e chi dice il contrario è un traditore."
B.08

- 21 APRILE 1945: da una lettera alla sorella Gretl
"Come mi rincresce che tu debba ricevere una simile lettera da me. Ma è inevitabile. Ogni giorno, ogni ora la fine può arrivare e devo quindi approfittare di quest'ultima occasione per dirti che cosa resta da fare... Quanto al Führer, egli ha perso ogni speranza di una soluzione felice del conflitto... Ma naturalmente non ci lasceremo prendere vivi...."
B.11

- Nel bunker, alla vigilia della morte
"Le mie fotografie devono essere conservate. Il mondo deve sapere che sono esistita."
B.11

- A Traudl Junge, prima del suicidio
"Mi saluti Monaco e tenga la mia stola di volpe. Mi sono sempre piaciute le persone ben vestite."
B.11


- Da una lettera ai genitori
"Sto per raggiungere il mio Führer, perché voglio essergli accanto nell'ora del pericolo. Forse non ci rivedremo mai più."
B.11

- "Ho aspettato per tre ore fuori dal Carlton e ho dovuto osservarlo mentre comprava fiori per Anny Ondra e la invitava a pranzo.
[...] Desidero una cosa sola, ammalarmi gravemente e non sentire più niente di lui almeno per una settimana. Perché non è arrivato niente per me, perché devo sopportare tutto questo? Oh, se almeno non l'avessi mai incontrato. Sono disperata. Adesso compro di nuovo dei sonniferi, poi cado in uno stato di torpore, così non devo più pensare a lui in continuazione. L'inferno deve essere preferibile a questa situazione."
B.11

- "Ogni giorno litighiamo su questa storia della cucina vegetariana. Io non posso proprio adattarmi a mangiare quella roba."
B.11

- "... è completamente cambiato. Non è più quello di prima. Avevo aspettato con gioia di poter venire a Berlino, ma adesso è tutto diverso. Der Chef non fa che parlarmi di cibo e di cani. Spesso Blondi [il pastore tedesco di Hitler, n.d.c.] mi fa venire veramente il nervoso. Alle volte do un calcio al cane sotto il tavolo e Adolf resta molto sorpreso del ridicolo comportamento dell'animale. E' la mia vendetta."
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- Ad un negoziante di articoli in pelle della Kurfürstendamm, acquistando un set di borse e valigie di coccodrillo
"Non le ho chiesto il prezzo. La prego di mandare tutto nel mio appartamento. Cancelleria del Reich, all'attenzione del Führer."
B.11

- "Perchè io devo vivere nell'ombra e aspettare finché Hitler sarà vecchio?"
B.11

- "Ha bisogno di me solo per esigenze speciali."
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- "Noi Braun abbiamo la testa dura. [...] Quando noi Braun ci mettiamo in testa qualcosa, beh, non cambiamo idea tanto facilmente."
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