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MEIN KAMPF (02) ULTIMO AGGIORNAMENTO 09/10/2006 HOME

Testatina L'UomoAdolf Hitler

Adolf HITLER

Braunau am Inn
20 aprile 1889

Berlino
30 aprile 1945

Führer del Terzo Reich

 

BRANI SCELTI
Mein Leben

Cap.II
Anni di studio e di dolore a Vienna

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Indice

- A quel tempo gli occhi mi si aprirono su due pericoli che fino ad allora non avevo conosciuto nemmeno di nome, e di cui a ogni modo non capivo la spaventosa importanza per l’esistenza del popolo tedesco: marxismo e semitismo.

- Che una vera attività sociale non abbia nulla da spartire con un simile atteggiamento [di sensibilità sociale dall'alto, n.d.c.], e soprattutto che essa non possa pretendere qualsiasi gratitudine, dato che essa non distribuisce grazie, ma deve ristabilire diritti, è un fatto che in simili teste non quadra volentieri.

- In questo modo [riferito alla continua incertezza del lavoro, n.d.c.] quell'uomo, che era diligente, si disgrega in tutta l’impostazione della sua vita, per diventare lo strumento di coloro che si servono di lui a scopi bassi. S'era trovato tante volte disoccupato, e non per sua colpa, che adesso non gli importa niente se non si tratti più della conquista di diritti economici ma della distruzione di valori statali, sociali o generali. Da scioperante si muta in scioperato.

- Già allora io vidi che soltanto una duplice via poteva condurre a un miglioramento di tale situazione: profondo senso di responsabilità sociale per la creazione di migliori fondamenta del nostro sviluppo, unito alla brutale decisione di distruggere le escrescenze non più riparabili. Come la natura non rivolge la sua attenzione alla conservazione di ciò che esiste ma piuttosto alla creazione delle generazioni venture in quanto esse portano avanti la specie, così anche nella vita umana non si tratta di abbellire artificiosamente il male esistente (il che, dati gli uomini, è impossibile in novantanove casi su cento), quanto di preparare binari più sicuri per un progresso futuro.

- l'attività sociale non deve vedere il suo compito in ridicole e inutili assistenze sociali, quanto nell'eliminazione dei mali fondamentali dell'organizzazione della nostra vita economica e culturale, i quali conducono alla rovina dei singoli, o perlomeno vi possono condurre.

- la questione della "nazionalizzazione" di un popolo è anzitutto un problema della creazione di sani rapporti sociali quale base delle possibilità educative dei singoli. Perché solo colui che attraverso l'educazione e la scuola impara a conoscere la grandezza spirituale, economica e soprattutto politica della sua Patria, può e saprà anche conquistare quell'intimo orgoglio di essere un membro di un simile popolo. Io posso lottare solo per ciò che amo, posso amare solo ciò che stimo, e posso stimare solo ciò che perlomeno conosco.

- Chi non aveva comprensione per la politica, perdeva per ciò stesso il diritto a ogni critica e a ogni protesta.

- Il leggere non è un fine, ma un mezzo. Esso anzitutto deve aiutare a riempire il quadro assegnato a ciascuno dalle sue propensioni e capacità; contemporaneamente, esso deve fornire i materiali di cui ciascuno ha bisogno per la sua professione, senza badare se questa servirà soltanto alla soddisfazione materiale dei suoi bisogni elementari o piuttosto a realizzare aspirazioni più elevate; in secondo luogo, esso deve comunque fornirci una visione generale della vita.

- Chi invece possiede l’arte della buona lettura, ha un sentimento che nello studio di ogni libro lo porta a stare attento a ciò che va conservato per sempre, poiché o è universalmente valido, o serve a qualche preciso scopo. E in quanto ciò che ha imparato così trova subito il suo posto nel quadro che ogni uomo si forma di ogni campo del sapere, esso agirà su di lui o correggendo o completando, e metterà in evidenza la giustezza o l’importanza del già conosciuto. Qualsiasi improvviso problema gli proponga ora la vita, con un simile modo di leggere gli sarà possibile trovare nella memoria ciò che serve al momento; troverà gli argomenti che nel corso dei secoli sono serviti a risolvere questioni simili, li sottoporrà all'esame della sua intelligenza finché quella questione sia o chiarita o risolta. Solo cosi la lettura ha uno scopo e un significato.

- A vent'anni avevo imparato a distinguere tra il sindacato considerato come mezzo di difesa dei diritti
generali del lavoratore e della conquista di migliori condizioni di vita, dal sindacato considerato come strumento del partito per la lotta di classe.

- Se una attività sindacale si propone come scopo il miglioramento di una classe in accordo con le direttive generali della Nazione, essa non solo non agisce in senso contrario alla Patria o allo Stato, ma diventa nazionale nella più profonda accezione della parola. Essa contribuisce infatti a creare quelle premesse sociali senza le quali ogni educazione nazionale è impensabile. E raggiunge il suo massimo merito in quanto l’eliminazione dei cancri sociali e di tutti i germi delle malattie dello spirito e del corpo contribuisce alla salute complessiva del popolo.

- Fino a quando ci saranno tra i datori di lavoro uomini di scarsa comprensione sociale o privi di ogni
sentimento di giustizia e umanità, i loro sottoposti avranno il diritto e il dovere di difendere gli interessi della comunità contro la avidità e la cecità dei singoli; giacché il mantenimento di una fede collettiva nel corpo popolare è un interesse primario della Nazione stessa, così come la conservazione della sua salute fisica. Entrambe queste cose preziose vengono minacciate dagli indegni datori di lavoro, i quali non si sentono membri della comunità popolare.

- Quando lo sfruttamento anti-sociale e indecoroso degli uomini li spinge alla resistenza, questa lotta, finché non ci siano degli organi legali creati per eliminare tale inconveniente, non potrà avere successo se non per mezzo della forza. È perciò evidente che alla singola persona e alla forza coalizzata dei datori di lavoro si può opporre giustamente la massa operaia concentrata anch'essa quasi in un corpo solo, se non si voglia fin dal principio rinunciare a ogni speranza di vittoria.
In questo modo l’organizzazione sindacale può portare a un rafforzamento del pensiero sociale nei suoi effetti pratici, e quindi all'eliminazione delle cause d'irritazione che producono sempre malcontento e lamentele.

- Soltanto la conoscenza del giudaismo offre la chiave per capire le finalità nascoste, cioè quelle vere, del socialismo. A chi conosca questo popolo cade dagli occhi il velo delle false raffigurazioni dello scopo e del significato di quel partito; e dal vapore e dalla nebbia delle frasi sociali si leva ghignante la smorfia del marxismo.

- Mentre approfondivo la dottrina marxista, e sottoponevo così a un esame pacato e chiaro l’attività del popolo ebraico, ecco che il destino stesso mi diede la risposta. La dottrina semita del marxismo rifiuta il principio aristocratico della natura, e pone al posto dell'eterno diritto della forza e della potenza il numero, col suo peso morto. Essa rinnega nell'uomo il valore della persona, mette in dubbio l’importanza del popolo e della razza, togliendo così all'umanità le premesse della sua conservazione e della sua cultura. Essa, se posta a base dell'universo, porterebbe alla fine di ogni ordine umano comprensibile alla ragione. E come il caos sarebbe l’evidente risultato dell'applicazione di una simile legge, così gli uomini di questo pianeta procederebbero verso il proprio tramonto.