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MEIN KAMPF (17) ULTIMO AGGIORNAMENTO 09/10/2006 HOME

Testatina L'UomoAdolf Hitler

Adolf HITLER

Braunau am Inn
20 aprile 1889

Berlino
30 aprile 1945

Führer del Terzo Reich

 

BRANI SCELTI
Mein Kampf

Cap.V
Concezione mondiale e organizzazione

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Indice

- Perciò, se si vuol cercare di tradurre nella realtà l'immagine ideale dello Stato nazionale si deve, prescindendo dalle attuali forze della vita pubblica, cercare una forza nuova, decisa e capace di entrare in lotta per un ideale come questo. Perché qui si tratta di lottare: il primo compito non è quello di creare una Costituzione nazionale dello Stato, ma quello di eliminare gli ebrei. Come avviene spesso nella storia, la difficoltà capitale non consiste nel formare il nuovo stato di cose, ma nel far posto a esso. Pregiudizi e interessi si alleano per costituire una falange chiusa, e cercano con ogni mezzo di impedire la vittoria di un'idea che sia per loro sgradita o minacciosa.
Quindi, il campione del nuovo ideale è purtroppo costretto, pur accentuandone il lato positivo, ad assumere anzitutto il lato negativo della lotta, quello che deve condurre all'abolizione dello stato di cose esistente. Una nuova dottrina di grande importanza e originalità deve, per quanto ciò possa riuscire spiacevole ai singoli, impiegare quale prima arma la trivella della critica, con ogni asprezza.

- Perché la concezione mondiale non può tollerare né contentarsi di essere un partito accanto agli altri, ma esige imperiosamente di essere riconosciuta come unica ed esclusiva, così come esige che l'intera vita pubblica venga capovolta e conformata alle sue vedute. Perciò non può lasciar sussistere, accanto a sé, lo stato di cose precedente.

- Ma una concezione mondiale colma di infernale intolleranza può solo essere infranta da un'altra, armata e spinta da uno spirito eguale, da un'eguale forza di volontà, da un'idea nuova che sia pura e
perfettamente vera.

- I partiti politici sono disposti ai compromessi, le concezioni mondiali no. I partiti politici contano perfino sugli avversari, le concezioni mondiali proclamano la propria infallibilità.

- Una concezione mondiale, non essendo mai disposta a fare a metà con un'altra, non può essere disposta a collaborare con un regime che essa condanna; ma sente il dovere di combattere questo regime e tutto il mondo di idee degli avversari, con ogni mezzo, e di propiziarne il crollo.
Campioni decisi esige tanto questa lotta distruttrice, di cui gli avversari riconoscono subito la pericolosità e perciò si uniscono per una comune difesa, quanto la lotta positiva, che s'accinge a far prevalere le idealità sue proprie. Perciò una concezione mondiale condurrà al trionfo le sue idee se unirà nelle sue fila gli elementi più coraggiosi ed energici del suo tempo e del suo popolo, e darà loro la forma di una salda e bellicosa organizzazione. Ma a tal fine è necessario che essa, tenendo conto di questi elementi, estragga dalla propria visione generale del mondo certe determinate idee e le rivesta di una forma adatta a servire da professione di fede, nella sua precisa e scultorea sintesi, per una nuova comunità di uomini. Mentre il programma di un partito politico non è altro che la ricetta per un favorevole esito delle prossime elezioni, il programma di una concezione mondiale formula la dichiarazione di guerra contro I'ordine esistente, contro un regime esistente, insomma contro una esistente concezione del mondo.

- Un'organizzazione può solo, per la sua stessa essenza, sussistere se una vasta massa sentimentale sta al servizio di una suprema direzione intellettuale;

- Chi dunque desidera realmente e con serietà il trionfo di una concezione nazionale, deve riconoscere che per ottenere questo trionfo occorre un movimento idoneo alla lotta, e che questo movimento terrà duro solo sulla base di un'incrollabile sicurezza e solidità del suo programma. Il movimento non deve assoggettarsi a fare, nella formulazione del programma, concessioni allo spirito del tempo, ma, quando ha trovato una formula buona, deve conservarla sempre, o almeno finché la vittoria l'abbia incoronata. Prima della vittoria, ogni tentativo di addurre spiegazioni o discussioni circa l'uno o l'altro punto del programma, rompe l'unità e la forza combattiva del movimento nella misura in cui i suoi seguaci partecipano a una simile discussione intestina. Perché non è detto che una "correzione" oggi introdotta non possa essere già domani sottoposta a una prova critica, per trovare dopodomani un surrogato migliore. Chi toglie le barriere, spiana una via di cui si conosce l'inizio ma non la fine.