| MEIN KAMPF (25) | ULTIMO AGGIORNAMENTO 09/10/2006 | HOME |
Adolf HITLER Braunau am Inn Berlino Führer del Terzo Reich
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- La premessa dell'intreccio dei destini di popoli non è mai la stima o la simpatia reciproca, ma la previsione che i due contraenti vi trovino la loro convenienza. - Così oggi l'ebreo è il grande incitatore alla totale distruzione della Germania. Dovunque si scrivano attacchi contro la Germania, ne sono autori gli ebrei. Allo stesso modo, in tempo di pace e durante la guerra la stampa ebraica, borsista e marxista, attizzava sistematicamente l'odio contro la Germania, finché uno Stato dopo l'altro rinunziò alla neutralità e, contro i veri interessi dei popoli, entrò al servizio della coalizione mondiale. Il pensiero del giudaismo è chiaro: la bolscevizzazione della Germania, ossia la soppressione dell'intellighenzia nazionale tedesca e lo sfruttamento, che ne sarebbe la conseguenza, della forza-lavoro tedesca da parte della finanza mondiale ebraica, è considerata come il semplice preludio della diffusione della tendenza ebraica alla conquista del mondo. Come spesso avviene nella storia, la Germania è il perno, il centro della formidabile lotta. Se il nostro popolo e il nostro Stato restano vittime di quei tiranni dei popoli, avidi di sangue e di denaro, la Terra intera cade fra i tentacoli di quei polipi. Se la Germania si scioglie da questo avvinghiamento, una grande minaccia per i popoli sarà eliminata nel mondo intero. Certo è dunque che il giudaismo si metterà all'opera con tutto il furore per mantenere l'ostilità delle Nazioni contro la Germania e, se possibile, per intensificarla; ed è pure certo che questa attività coincide solo in parte coi reali interessi dei popoli intossicati. In generale, l'ebraismo combatterà sempre, nel corpo di ciascuna Nazione, con le armi che la riconosciuta mentalità di quelle Nazioni gli fa apparire più efficaci e che promettono il massimo successo. Nel nostro straziato corpo nazionale il giudaismo si serve, nella sua lotta per il potere, delle ideologie "cosmopolite" più o meno pacifiste, delle tendenze internazionali. In Francia, si vale del noto ed esattamente valutato sciovinismo; in Inghilterra, di punti di vista economici e di politica mondiale - insomma, si giova sempre delle principali qualità che costituiscono la mentalità di un popolo. Solo dopo avere conseguito per tali vie una determinata influenza e potenza politica ed economica, depone le catene che gli impongono queste armi e rivela le vere intenzioni profonde della sua volontà e della sua lotta. E distrugge gli Stati, riducendoli l'uno dopo l'altro a un mucchio di rovine sul quale dovrà essere fondata la sovranità dell'eterno impero ebraico. In Inghilterra come in Italia, il dissidio fra le vedute della migliore politica nazionale e la volontà del giudaismo borsistico è chiaro e talvolta di un'evidenza ìmpressionante. - Ancora una volta, il movimento nazional-socialista deve assolvere il suo formidabile compito: deve aprire gli occhi al popolo a proposito delle Nazioni straniere. Deve richiamare senza posa alla memoria il vero nemico del mondo odierno. In luogo dell'odio contro Ariani dai quali tutto può separarci, ma ai quali tuttavia ci unisce comunanza di sangue e di civiltà, dobbiamo indicare al furore generale il perfido nemico dell'umanità, vero autore di tutte le sofferenze. Ma il nazionalsocialismo deve pure fare in modo che almeno nel nostro Paese il mortale avversario sia riconosciuto, e che la lotta contro di lui, quale indizio di tempi migliori, mostri anche agli altri popoli la via della salvezza dell'umanità ariana. La ragione deve essere nostra guida, la volontà nostra forza; il sacro dovere di comportarci così ci darà la tenacia, la costanza, e supremo protettore sarà la nostra fede!
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