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ALBERT KESSELRING ULTIMO AGGIORNAMENTO 28/11/2005 HOME

Testatina L'UomoAlbert Kesselring

Albert KESSELRING

Marksteft
30 novembre 1885

Bad Nauheim
16 luglio 1960

Feldmaresciallo

 

- 1943: Nei giorni della capitolazione dell'Italia. Considerazioni in merito al sospetto che l'Italia volesse favorire l'intrappolamento del maggior numero possibile di forze germaniche nella penisola quale 'dono' agli Alleati.
"Perché il loro [degli italiani] contegno [diabolico], quale compenso per un cameratismo incondizionato e per il sacrificio di sangue tedesco, non è degno di nessun'altra definizione. [...] Tali trasferimenti [di truppe tedesche in Italia, richieste dal governo italiano] non potevano aver altro scopo che quello di allontanare il maggior numero possibile di truppe dalla madre patria e dalle loro basi di rifornimento, per poterle offrire agli Alleati quale 'dono del mattino'."
B.57

- DICEMBRE 1943: Sulla linea 'Gustav', in vista dello sbarco alleato ad Anzio. Dalle Memorie
"Io potevo scorgere chiaramente le possibilità operative del nemico.
Le varie possibilità di uno sbarco erano troppo vaghe: non esisteva indicazione né del quando né del dove. Se io non avessi accontentato il comandante della X armata, la sua ala destra sarebbe stata travolta e nessuno avrebbe potuto dire dove sarebbe stata capace di arrestarsi. In quel momento ero in grado di prevedere uno svolgimento, quale effettivamente si verificò nell'offensiva di maggio. Se questa ritirata incontrollata fosse coincisa con uno sbarco, le conseguenze sarebbero state imprevedibili. Come avrebbe reagito Roma col suo milione di abitanti?... Contro una minaccia simile, le mezze misure non servivano: la reazione doveva essere rapida ed efficace. Occorreva sistemare le cose in modo da disporre della forza occorrente per affrontare ogni nuova minaccia..."
B.33


- Commentando l'azione dei caccia sovietici nella fase iniziale dell''Operazione Barbarossa'
"... era quasi un delitto che venissero lanciati all'attacco, tanto erano incapaci di cavarsela... e cadevano, uno dopo l'altro, facile preda sotto i colpi dei caccia germanici."
B.40