 
Albert KESSELRING
Marksteft
30 novembre 1885
Bad Nauheim
16 luglio 1960
Feldmaresciallo
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- 1943:
Nei giorni della capitolazione dell'Italia. Considerazioni in merito
al sospetto che l'Italia volesse favorire l'intrappolamento del maggior
numero possibile di forze germaniche nella penisola quale 'dono' agli
Alleati.
"Perché il loro [degli italiani] contegno [diabolico], quale
compenso per un cameratismo incondizionato e per il sacrificio di sangue
tedesco, non è degno di nessun'altra definizione. [...] Tali
trasferimenti [di truppe tedesche in Italia, richieste dal governo italiano]
non potevano aver altro scopo che quello di allontanare il maggior numero
possibile di truppe dalla madre patria e dalle loro basi di rifornimento,
per poterle offrire agli Alleati quale 'dono del mattino'."
B.57
- DICEMBRE 1943: Sulla linea 'Gustav', in vista dello sbarco
alleato ad Anzio. Dalle Memorie
"Io potevo scorgere chiaramente le possibilità operative
del nemico.
Le varie possibilità di uno sbarco erano troppo vaghe: non esisteva
indicazione né del quando né del dove. Se io non avessi
accontentato il comandante della X armata, la sua ala destra sarebbe
stata travolta e nessuno avrebbe potuto dire dove sarebbe stata capace
di arrestarsi. In quel momento ero in grado di prevedere uno svolgimento,
quale effettivamente si verificò nell'offensiva di maggio. Se
questa ritirata incontrollata fosse coincisa con uno sbarco, le conseguenze
sarebbero state imprevedibili. Come avrebbe reagito Roma col suo milione
di abitanti?... Contro una minaccia simile, le mezze misure non servivano:
la reazione doveva essere rapida ed efficace. Occorreva sistemare le
cose in modo da disporre della forza occorrente per affrontare ogni
nuova minaccia..."
B.33
- Commentando l'azione dei caccia sovietici nella fase iniziale
dell''Operazione Barbarossa'
"... era quasi un delitto che venissero lanciati all'attacco, tanto
erano incapaci di cavarsela... e cadevano, uno dopo l'altro, facile
preda sotto i colpi dei caccia germanici."
B.40
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