- 1 AGOSTO 1914: l'atmosfera
della caserma del 124° Reggimento di fanteria 'Re Guglielmo I' a
Weingarten, alla partenza per la guerra
"I giovani volti brillano di contentezza, entusiasmo,
volontà di darsi da fare. Esiste al mondo qualcosa di più
bello che muovere alla testa di simili soldati contro il nemico?
[...] Migliaia di concittadini lo (il reggimento, ndc) accompagnano.
Interminabili tradotte attraversano a brevi intervalli la stazione (di
Ravensburg, ndc), dirette verso la frontiera occidentale che è
minacciata. Il reggimento parte al calare della notte, accompagnato
da interminabili urrà.""
B.88
- Fine SETTEMBRE 1914: combattimenti presso Varennes
"Uno sparuto gruppetto di moschettieri che una volta erano
stati mie reclute mi accompagna nella corsa attraverso il sottobosco.
Di nuovo il nemico spara con incredibile velocità. Poi, finalmente,
scorgo a meno di venti passi cinque francesi che sparano in piedi. In
un attimo porto il calcio del fucile alla spalla. Due francesi, uno
coperto dall'altro, cadono con un solo colpo. Ora gli avversari sono
tre. [...] Sparo ancora. Il percussore batte a vuoto. Apro di scatto
l'otturatore, il fucile è scarico. Mi manca il tempo per ricaricarlo,
e ripari nelle immediate vicinanze non ve ne sono. Ritirarmi? Per tutto
l'oro del mondo non lo farei. Mi rimane una sola possibilità:
la baionetta. [...] Ma quando mi getto sui tre francesi, quelli sparano.
Colpito, faccio un capitombolo e vado a finire a pochi passi di distanza
dai piedi dei nemici. Una pallottola di rimbalzo mi ha straziato la
coscia sinistra. Il sangue sprizza dalla ferita grossa come un pugno.
Da un momento all'altro mi aspetto una fucilata o il colpo di grazia.
[...] Per vari minuti rimango così tra due fronti. Finalmente
i mie uomin i balzano con un urrà dai cespugli e il nemico cede."
B.88
- OTTOBRE 1917: assalto al massiccio del monte Matajur
"[...] portando le mitragliatrici pesanti sulle spalle,
un dislivello di 2400 metri in salita e 800 metri in discesa, coprendo
un percorso di 18 chilometri in linea d'aria attraverso un sistema fortificato
nemico che non aveva eguali.
[...] Alle 11:40 del 26 ottobre 1917 tre razzi verdi e uno bianco annunciano
che il massiccio del Matajur è caduto."
B.88
- GIUGNO 1942: nel corso dei combattimenti per Bir Acheim,
rispondendo ad un ufficiale inglese prigioniero che lamentava l'insufficienza
delle razioni alimentari
"Voi ricevete esattamente la stessa razione di acqua che
viene distribuita all'Afrika Korps e a me: mezzo bicchiere.
Ma non esito a riconoscere che non possiamo andare avanti così.
Se questa notte non arriverà un convoglio di rifornimenti, dovrò
venire a patti col generale Ritchie. Voi potreste portargli una lettera
da parte mia..."
B.75
- Dopo la campagna di Polonia. Parlando di HITLER alla moglie
"Mi ha procurato non pochi grattacapi. Voleva sempre stare
a ridosso delle truppe avanzate, come se gli piacesse trovarsi sotto
il fuoco."
B.75
- 10-11 GIUGNO 1940: Francia. Dalle memorie.
"Il nemico [inglesi] ricambiò disperatamente i
nostri colpi, prima con l'artiglieria e i cannoni anticarro, poi con
le mitragliatrici e le armi leggere; i combattimenti infuriarono con
particolare accanimento intorno a Le Tot e sulla strada di St.-Sylvian-St.-Valéry.
[...] Nonostante la violenza del fuoco le tenaci truppe britanniche
non cedettero. Speravano di imbarcarsi durante la notte, ma le loro
speranze furono frustrate dalle continue salve dell'artiglieria. Nelle
prime ore del mattino gl'inglesi tentano con ogni mezzo di imbarcarsi
dalla ripida costa ad est di St.-Valéry, protetti dal fuoco delle
navi da guerra. Ma l'artiglieria divisionale prima ostacola questa operazione,
poi la rende impossibile. Comincia un duello tra una nave da guerra
e la batteria antiaerea da 88 mm [...] L'8° battaglione mitraglieri
parte all'attacco [...] Reparti del 6° e 7° reggimento di fanteria
attaccano e conquistano altro terreno a ridosso di St.-Valéry
[...] Sulla sinistra Rommel, col 25° Panzerregiment al
comando del colonnello Rothenburg e con una parte del 7° reggimento
di fanteria, penetra nell'abitato di St.-Valéry e costringe alla
resa il comandante nemico, convinto ormai dell'impossibilità
di una ulteriore resistenza."
B.75
- META' SETTEMBRE 1942: Situazione in Africa
"Se i rifornimenti per l'Africa non verranno assicurati
su base stabile, l'armata corazzata non sarà in grado di resistere
oltre alle forze combinate di due potenze mondiali. Primo o poi correrà
il pericolo di fare la stessa fine della guarnigione di Halfaja [capitolata
all'inizio del '42 per mancanza di rifornimenti]."
B.72
- FINE OTTOBRE 1942: Situazione in Africa
"Stanotte sono rimasto con pochi compagni sul ciglio della
strada, vicino al vecchio quartier generale di combattimento. Di là
potevo osservare il continuo balenare delle granate che esplodevano
nell'oscurità. Udivo il rombo tambureggiante della battaglia.
Innumerevoli formazioni di bombardieri notturni britannici apparivano
e sganciavano il loro carico mortale sulle nostre truppe, illuminando
a giorno l'intero campo di battaglia con i bengala sospesi ai paracadute.
Ci opprimeva un'angoscia smisurata. Quella notte dormii appena e passeggiai
su e giù per ore e ore, pensando all'esito della battaglia e
alle decisioni che avrei dovuto prendere. Dubitavo di poter resistere
ancora a lungo ad attacchi così violenti, che probabilmente si
sarebbero ulteriormente intensificati. Ero deciso a non attendere lo
sfondamento risolutivo, ma a prevenirlo ritirandomi verso ovest. In
caso di ritirata bisognava fare del nostro meglio per ricuperare il
maggior numero possibile di carri armati e cannoni portandoli con noi.
Non si doveva assolutamente attendere fino alla completa distruzione
del fronte di Alamein. La mattina dopo decisi che in caso di forte pressione
da parte di Montgomery, non avrei atteso la fase culminante della battaglia,
ma avrei ripiegato sulle posizioni di Fuka, circa settantacinque chilometri
a ovest."
B.72
- PRIMI NOVEMBRE 1942: Alamein. Accettando
l'ordine di Hitler di resistere ad oltranza senza ripiegare
"Alla fine mi costrinsi a prendere questa decisione, perché
io stesso avevo sempre preteso obbedienza incondizionata dai miei soldati
e volevo quindi accettare questo principio anche per me stesso. Se avessi
saputo allora quanto appresi in seguito, la mia decisione sarebbe stata
diversa: nei mesi che seguirono fummo più volte costretti a eludere
ordini del Führer e del Duce per salvare l'armata."
B.72
- 4 NOVEMBRE 1942: Alamein
"Bayerlein, quello che abbiamo cercato d'impedire con
tutte le nostre forze è avvenuto. Il nostro fronte è spezzato
e il nemico s'infiltra nelle nostre retrovie. Non è più
questione di obbedire all'ordine di Hitler. Ripieghiamo sulla posizione
di Fuka per salvare il salvabile.
Colonnello Bayerlein vi affido il comando dell'Afrika Korps.
Siete il solo al quale potrei affidarlo e se più tardi il Führer
dovesse deferirci alla corte marziale per insubordinazione, dovremo
rispondere pienamente tutti e due della nostra decisione odierna. Fate
il vostro dovere meglio che potete. Tutti i vostri ordini alle truppe
sono investiti della mia autorità e potete dirlo ai comandanti
più anziani, nel caso che doveste avere questioni con loro."
B.72
- DOPO L'8 SETTEMBRE 1943: Italia. Proclama
"ITALIANI!
Le forze armate Germaniche hanno occupato il territorio italiano. Esse
difendono non solo il suolo italiano, ma cercano di tutelare i diritti
della popolazione contro coloro che tentano di perturbare la tranquillità
e il lavoro di questo paese.
Chi dunque tenta di disturbare la quiete e l'ordine del paese, chi tenta
di sollevare movimenti comunisti e anarchici contro la sicurezza del
popolo italiano è un nemico della sua Patria. Esso incorrerà
nelle pene stabilite dalle leggi severissime del Tribunale militare.
Le forze armate Germaniche sono antiveggenti e giuste. Chi cerca di
trasgredire la legge e cerca in seguito di sollevare movimenti e ribellione
incorrerà in tutta la severità della legge militare Germanica.
Comunisti e voi tutti che seguite le stesse opinioni, siete avvertiti!
Il Comandante Generale delle Forze Germaniche
ROMMEL
Feldmaresciallo."
B.69
- 23 SETTEMBRE 1943: Italia. Da un ordine straordinario
"Qualunque inibizione sentimentale dei soldati tedeschi
verso le bande badogliane nelle uniformi degli ex camerati è
completamente fuori luogo. Chi di questi combatte contro i soldati tedeschi,
ha perduto ogni diritto alla pietà e deve essere trattato con
la durezza che si merita la gentaglia che rivolge all'improvviso le
armi contro i propri amici [...]."
B.69
- 1944: da uno scritto retrospettivo riferito alle dispute
sull'impiego dell'arma corazzata
"C'era un certo gruppo che continuava a combattere aspramente contro
ogni tentativo di modernizzazione dei metodi e rimaneva aggrappato all'assioma
secondo cui la fanteria andava considerata la parte più importante
di ogni esercito. Ciò poteva essere vero per l'esercito orientale
della Germania, ma non varrà più in futuro quando i carri
armati costituiranno il cardine di ogni teoria tattica."
B.50
- IN VISTA
DELL'INVASIONE ALLEATA AD OCCIDENTE: dal diario di guerra
"Fonte di particolari difficoltà per il Corpo è il
regolamento sorpassato circa le competenze delle autorità; soprattutto
per quel che concerne la collaborazione con la Marina. Questa ha, operativamente,
il comando sul mare, mentre l'Esercito l'ha sulla terra. Il Comandante
di un settore della difesa costiera non ha la facoltà di decidere
quale sia il nemico più pericoloso e il primo da affrontare.
Se egli ritiene che occorra impiegare l'artiglieria costiera, non sarà
lui a prendere decisioni in merito, bensì il Comandante di Marina
che è a capo del settore artigliera costiera. Le disposizioni
chiarissime dell'ordine n.40 del Führer sono state annullate d'ordine
del Comandante Supremo della Zona Occidentale. Questo Corpo d'Armata
non ha alcuna autorità nella scelta dei punti di postazione dei
cannoni della Marina, che devono battere, a fianco dei nostri, bersagli
in mare. Perciò le forze che devono far fronte contro il nemico
non sono in alcun modo coordinate. Vi sono in questo momento sul posto
29 batterie pesanti tra quelle dell'artiglieria costiera dell'Esercito
e quelle dell'artiglieria di Marina."
B.13
- IN VISTA DELL'INVASIONE ALLEATA AD OCCIDENTE
"Quando l'avversario sbarca, si trova nel momento più critico.
Gli uomini sono incerti, probabilmente sotto l'effetto ancora del mal
di mare. La terra è loro sconosciuta. Le armi pesanti non sono
ancora disponibili in sufficiente quantità. E' il momento in
cui io li debbo colpire."
B.41
- IN VISTA DELL'INVASIONE ALLEATA AD OCCIDENTE: dalle lettere
alla moglie Lucie-Maria
30 MARZO 1944: "Marzo è quasi finito senza che gli anglo-americani
abbiano incominciato il loro attacco... Comincio a credere che abbiano
perso la fiducia."
6 APRILE: "Qui la tensione cresce di giorno in giorno... E' probabile
che qualche settimana soltanto ci separi da eventi decisivi."
26 APRILE: "In Inghilterra il morale è basso... c'è
uno sciopero dopo l'altro al grido di 'abbasso Churchill e gli ebrei'...
si chiede la pace a voce sempre più alta... sono cattivi auspici
per una rischiosa offensiva."
27 APRILE: "Sembra che americani e inglesi non ci facciano il favore
di arrivare presto."
6 MAGGIO: "Ancora nessun segno degli inglesi e degli americani...
Ogni giorno, ogni settimana... diventiamo più forti... Guardo
con fiducia alla battaglia... forse il 15 maggio, forse alla fine del
mese."
15 MAGGIO: "Non posso più permettermi lungi giri [di ispezione]...
perché nessuno sa quando incomincerà l'invasione. Credo
che rimangano poche settimane prima che si incominci, qui in occidente."
19 MAGGIO: "Spero di far procedere i miei progetti più in
fretta di prima... [ma] dubito di poter disporre di qualche giorno in
giugno per venir via di qui. Per adesso non c'è speranza."
B.55
- L'incarico per l'Africa. Inizia l'epopea dell'Afrika Korps
"La mia licenza di Natale del 1940-41 dovette esere sospesa
a causa della difficile situazione in Francia. Su strade ricoperte di
neve e, in parte, di ghiaccio, mi recai a Bordeaux dove si trovava allora
la mia divisione. Ma non entrammo di nuovo in azione. Seguirono settimane
di preparativi intensi. Ai primi di febbraio volevo ricuperare l'ultima
parte della licenza, ma anche quella volta non se ne fece nulla, poiché
già la seconda sera che passavo a casa, un aiutante del Quartiere
generale del Führer venne a comunicarmi l'ordine d'interrompere
la vacanza e di presentarmi subito al maresciallo von Brauchitsch e
al Führer.
Il 6 febbraio 1941 von Brauchitsch mi diede il nuovo incarico: in considerazione
della situazione straordinariamente critica degli alleati italiani,
due divisioni tedesche - una leggera, l'altra corazzata - dovevano essere
mandate in loro aiuto in Libia. Io dovevo assumere il comando generale
di questo corpo africano e andare in Libia al più presto possibile
per accertare le possibilità d'impiego. Si poteva calcolare sull'arrivo
delle prime truppe tedesche per la metà di febbraio e dell'ultima
parte della 5a divisione leggera per la metà di aprile. Gli ultimi
contingenti della 15a divisione corazzata sarebbero arrivati in Africa
entro la fine di maggio."
B.78
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