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ERWIN ROMMEL ULTIMO AGGIORNAMENTO 11/11/2006 HOME

Testatina L'UomoErwin Rommel

Erwin ROMMEL

Heidenheim / Brenz
15 novembre 1891

Herrlingen bei Ulm
14 ottobre 1944

Feldmaresciallo

 

- 1 AGOSTO 1914: l'atmosfera della caserma del 124° Reggimento di fanteria 'Re Guglielmo I' a Weingarten, alla partenza per la guerra
"I giovani volti brillano di contentezza, entusiasmo, volontà di darsi da fare. Esiste al mondo qualcosa di più bello che muovere alla testa di simili soldati contro il nemico?
[...] Migliaia di concittadini lo (il reggimento, ndc) accompagnano. Interminabili tradotte attraversano a brevi intervalli la stazione (di Ravensburg, ndc), dirette verso la frontiera occidentale che è minacciata. Il reggimento parte al calare della notte, accompagnato da interminabili urrà.""
B.88

- Fine SETTEMBRE 1914: combattimenti presso Varennes
"Uno sparuto gruppetto di moschettieri che una volta erano stati mie reclute mi accompagna nella corsa attraverso il sottobosco. Di nuovo il nemico spara con incredibile velocità. Poi, finalmente, scorgo a meno di venti passi cinque francesi che sparano in piedi. In un attimo porto il calcio del fucile alla spalla. Due francesi, uno coperto dall'altro, cadono con un solo colpo. Ora gli avversari sono tre. [...] Sparo ancora. Il percussore batte a vuoto. Apro di scatto l'otturatore, il fucile è scarico. Mi manca il tempo per ricaricarlo, e ripari nelle immediate vicinanze non ve ne sono. Ritirarmi? Per tutto l'oro del mondo non lo farei. Mi rimane una sola possibilità: la baionetta. [...] Ma quando mi getto sui tre francesi, quelli sparano. Colpito, faccio un capitombolo e vado a finire a pochi passi di distanza dai piedi dei nemici. Una pallottola di rimbalzo mi ha straziato la coscia sinistra. Il sangue sprizza dalla ferita grossa come un pugno. Da un momento all'altro mi aspetto una fucilata o il colpo di grazia. [...] Per vari minuti rimango così tra due fronti. Finalmente i mie uomin i balzano con un urrà dai cespugli e il nemico cede."
B.88

- OTTOBRE 1917: assalto al massiccio del monte Matajur
"[...] portando le mitragliatrici pesanti sulle spalle, un dislivello di 2400 metri in salita e 800 metri in discesa, coprendo un percorso di 18 chilometri in linea d'aria attraverso un sistema fortificato nemico che non aveva eguali.
[...] Alle 11:40 del 26 ottobre 1917 tre razzi verdi e uno bianco annunciano che il massiccio del Matajur è caduto."
B.88

- GIUGNO 1942: nel corso dei combattimenti per Bir Acheim, rispondendo ad un ufficiale inglese prigioniero che lamentava l'insufficienza delle razioni alimentari
"Voi ricevete esattamente la stessa razione di acqua che viene distribuita all'Afrika Korps e a me: mezzo bicchiere. Ma non esito a riconoscere che non possiamo andare avanti così. Se questa notte non arriverà un convoglio di rifornimenti, dovrò venire a patti col generale Ritchie. Voi potreste portargli una lettera da parte mia..."
B.75

- Dopo la campagna di Polonia. Parlando di HITLER alla moglie
"Mi ha procurato non pochi grattacapi. Voleva sempre stare a ridosso delle truppe avanzate, come se gli piacesse trovarsi sotto il fuoco."
B.75

- 10-11 GIUGNO 1940: Francia. Dalle memorie.
"Il nemico [inglesi] ricambiò disperatamente i nostri colpi, prima con l'artiglieria e i cannoni anticarro, poi con le mitragliatrici e le armi leggere; i combattimenti infuriarono con particolare accanimento intorno a Le Tot e sulla strada di St.-Sylvian-St.-Valéry. [...] Nonostante la violenza del fuoco le tenaci truppe britanniche non cedettero. Speravano di imbarcarsi durante la notte, ma le loro speranze furono frustrate dalle continue salve dell'artiglieria. Nelle prime ore del mattino gl'inglesi tentano con ogni mezzo di imbarcarsi dalla ripida costa ad est di St.-Valéry, protetti dal fuoco delle navi da guerra. Ma l'artiglieria divisionale prima ostacola questa operazione, poi la rende impossibile. Comincia un duello tra una nave da guerra e la batteria antiaerea da 88 mm [...] L'8° battaglione mitraglieri parte all'attacco [...] Reparti del 6° e 7° reggimento di fanteria attaccano e conquistano altro terreno a ridosso di St.-Valéry [...] Sulla sinistra Rommel, col 25° Panzerregiment al comando del colonnello Rothenburg e con una parte del 7° reggimento di fanteria, penetra nell'abitato di St.-Valéry e costringe alla resa il comandante nemico, convinto ormai dell'impossibilità di una ulteriore resistenza."
B.75

- META' SETTEMBRE 1942: Situazione in Africa
"Se i rifornimenti per l'Africa non verranno assicurati su base stabile, l'armata corazzata non sarà in grado di resistere oltre alle forze combinate di due potenze mondiali. Primo o poi correrà il pericolo di fare la stessa fine della guarnigione di Halfaja [capitolata all'inizio del '42 per mancanza di rifornimenti]."
B.72

- FINE OTTOBRE 1942: Situazione in Africa
"Stanotte sono rimasto con pochi compagni sul ciglio della strada, vicino al vecchio quartier generale di combattimento. Di là potevo osservare il continuo balenare delle granate che esplodevano nell'oscurità. Udivo il rombo tambureggiante della battaglia. Innumerevoli formazioni di bombardieri notturni britannici apparivano e sganciavano il loro carico mortale sulle nostre truppe, illuminando a giorno l'intero campo di battaglia con i bengala sospesi ai paracadute. Ci opprimeva un'angoscia smisurata. Quella notte dormii appena e passeggiai su e giù per ore e ore, pensando all'esito della battaglia e alle decisioni che avrei dovuto prendere. Dubitavo di poter resistere ancora a lungo ad attacchi così violenti, che probabilmente si sarebbero ulteriormente intensificati. Ero deciso a non attendere lo sfondamento risolutivo, ma a prevenirlo ritirandomi verso ovest. In caso di ritirata bisognava fare del nostro meglio per ricuperare il maggior numero possibile di carri armati e cannoni portandoli con noi. Non si doveva assolutamente attendere fino alla completa distruzione del fronte di Alamein. La mattina dopo decisi che in caso di forte pressione da parte di Montgomery, non avrei atteso la fase culminante della battaglia, ma avrei ripiegato sulle posizioni di Fuka, circa settantacinque chilometri a ovest."
B.72

- PRIMI NOVEMBRE 1942: Alamein. Accettando l'ordine di Hitler di resistere ad oltranza senza ripiegare
"Alla fine mi costrinsi a prendere questa decisione, perché io stesso avevo sempre preteso obbedienza incondizionata dai miei soldati e volevo quindi accettare questo principio anche per me stesso. Se avessi saputo allora quanto appresi in seguito, la mia decisione sarebbe stata diversa: nei mesi che seguirono fummo più volte costretti a eludere ordini del Führer e del Duce per salvare l'armata."
B.72

- 4 NOVEMBRE 1942: Alamein
"Bayerlein, quello che abbiamo cercato d'impedire con tutte le nostre forze è avvenuto. Il nostro fronte è spezzato e il nemico s'infiltra nelle nostre retrovie. Non è più questione di obbedire all'ordine di Hitler. Ripieghiamo sulla posizione di Fuka per salvare il salvabile.
Colonnello Bayerlein vi affido il comando dell'Afrika Korps. Siete il solo al quale potrei affidarlo e se più tardi il Führer dovesse deferirci alla corte marziale per insubordinazione, dovremo rispondere pienamente tutti e due della nostra decisione odierna. Fate il vostro dovere meglio che potete. Tutti i vostri ordini alle truppe sono investiti della mia autorità e potete dirlo ai comandanti più anziani, nel caso che doveste avere questioni con loro."
B.72

- DOPO L'8 SETTEMBRE 1943: Italia. Proclama
"ITALIANI!

Le forze armate Germaniche hanno occupato il territorio italiano. Esse difendono non solo il suolo italiano, ma cercano di tutelare i diritti della popolazione contro coloro che tentano di perturbare la tranquillità e il lavoro di questo paese.
Chi dunque tenta di disturbare la quiete e l'ordine del paese, chi tenta di sollevare movimenti comunisti e anarchici contro la sicurezza del popolo italiano è un nemico della sua Patria. Esso incorrerà nelle pene stabilite dalle leggi severissime del Tribunale militare.
Le forze armate Germaniche sono antiveggenti e giuste. Chi cerca di trasgredire la legge e cerca in seguito di sollevare movimenti e ribellione incorrerà in tutta la severità della legge militare Germanica.
Comunisti e voi tutti che seguite le stesse opinioni, siete avvertiti!

Il Comandante Generale delle Forze Germaniche
ROMMEL
Feldmaresciallo."
B.69

- 23 SETTEMBRE 1943: Italia. Da un ordine straordinario
"Qualunque inibizione sentimentale dei soldati tedeschi verso le bande badogliane nelle uniformi degli ex camerati è completamente fuori luogo. Chi di questi combatte contro i soldati tedeschi, ha perduto ogni diritto alla pietà e deve essere trattato con la durezza che si merita la gentaglia che rivolge all'improvviso le armi contro i propri amici [...]."
B.69

- 1944: da uno scritto retrospettivo riferito alle dispute sull'impiego dell'arma corazzata
"C'era un certo gruppo che continuava a combattere aspramente contro ogni tentativo di modernizzazione dei metodi e rimaneva aggrappato all'assioma secondo cui la fanteria andava considerata la parte più importante di ogni esercito. Ciò poteva essere vero per l'esercito orientale della Germania, ma non varrà più in futuro quando i carri armati costituiranno il cardine di ogni teoria tattica."
B.50

- IN VISTA DELL'INVASIONE ALLEATA AD OCCIDENTE: dal diario di guerra
"Fonte di particolari difficoltà per il Corpo è il regolamento sorpassato circa le competenze delle autorità; soprattutto per quel che concerne la collaborazione con la Marina. Questa ha, operativamente, il comando sul mare, mentre l'Esercito l'ha sulla terra. Il Comandante di un settore della difesa costiera non ha la facoltà di decidere quale sia il nemico più pericoloso e il primo da affrontare. Se egli ritiene che occorra impiegare l'artiglieria costiera, non sarà lui a prendere decisioni in merito, bensì il Comandante di Marina che è a capo del settore artigliera costiera. Le disposizioni chiarissime dell'ordine n.40 del Führer sono state annullate d'ordine del Comandante Supremo della Zona Occidentale. Questo Corpo d'Armata non ha alcuna autorità nella scelta dei punti di postazione dei cannoni della Marina, che devono battere, a fianco dei nostri, bersagli in mare. Perciò le forze che devono far fronte contro il nemico non sono in alcun modo coordinate. Vi sono in questo momento sul posto 29 batterie pesanti tra quelle dell'artiglieria costiera dell'Esercito e quelle dell'artiglieria di Marina."
B.13

- IN VISTA DELL'INVASIONE ALLEATA AD OCCIDENTE
"Quando l'avversario sbarca, si trova nel momento più critico. Gli uomini sono incerti, probabilmente sotto l'effetto ancora del mal di mare. La terra è loro sconosciuta. Le armi pesanti non sono ancora disponibili in sufficiente quantità. E' il momento in cui io li debbo colpire."
B.41

- IN VISTA DELL'INVASIONE ALLEATA AD OCCIDENTE: dalle lettere alla moglie Lucie-Maria
30 MARZO 1944: "Marzo è quasi finito senza che gli anglo-americani abbiano incominciato il loro attacco... Comincio a credere che abbiano perso la fiducia."
6 APRILE: "Qui la tensione cresce di giorno in giorno... E' probabile che qualche settimana soltanto ci separi da eventi decisivi."
26 APRILE: "In Inghilterra il morale è basso... c'è uno sciopero dopo l'altro al grido di 'abbasso Churchill e gli ebrei'... si chiede la pace a voce sempre più alta... sono cattivi auspici per una rischiosa offensiva."
27 APRILE: "Sembra che americani e inglesi non ci facciano il favore di arrivare presto."
6 MAGGIO: "Ancora nessun segno degli inglesi e degli americani... Ogni giorno, ogni settimana... diventiamo più forti... Guardo con fiducia alla battaglia... forse il 15 maggio, forse alla fine del mese."
15 MAGGIO: "Non posso più permettermi lungi giri [di ispezione]... perché nessuno sa quando incomincerà l'invasione. Credo che rimangano poche settimane prima che si incominci, qui in occidente."
19 MAGGIO: "Spero di far procedere i miei progetti più in fretta di prima... [ma] dubito di poter disporre di qualche giorno in giugno per venir via di qui. Per adesso non c'è speranza."
B.55


- L'incarico per l'Africa. Inizia l'epopea dell'Afrika Korps
"La mia licenza di Natale del 1940-41 dovette esere sospesa a causa della difficile situazione in Francia. Su strade ricoperte di neve e, in parte, di ghiaccio, mi recai a Bordeaux dove si trovava allora la mia divisione. Ma non entrammo di nuovo in azione. Seguirono settimane di preparativi intensi. Ai primi di febbraio volevo ricuperare l'ultima parte della licenza, ma anche quella volta non se ne fece nulla, poiché già la seconda sera che passavo a casa, un aiutante del Quartiere generale del Führer venne a comunicarmi l'ordine d'interrompere la vacanza e di presentarmi subito al maresciallo von Brauchitsch e al Führer.
Il 6 febbraio 1941 von Brauchitsch mi diede il nuovo incarico: in considerazione della situazione straordinariamente critica  degli alleati italiani, due divisioni tedesche - una leggera, l'altra corazzata - dovevano essere mandate in loro aiuto in Libia. Io dovevo assumere il comando generale di questo corpo africano e andare in Libia al più presto possibile per accertare le possibilità d'impiego. Si poteva calcolare sull'arrivo delle prime truppe tedesche per la metà di febbraio e dell'ultima parte della 5a divisione leggera per la metà di aprile. Gli ultimi contingenti della 15a divisione corazzata sarebbero arrivati in Africa entro la fine di maggio."
B.78