Testata interna
FRANZ HALDER ULTIMO AGGIORNAMENTO 19/08/2006 HOME

Testatina L'UomoFranz Halder

Franz HALDER

Würzburg
30 giugno 1884

Aschau / Chiemgau
2 aprile 1972

Colonnello Generale
della Wehrmacht
Comando generale
Forze terrestri

 

- DICEMBRE 1941: dal diario, commenti in merito al disastro invernale in Russia
"Il mito dell'invincibilità dell'Esercito Tedesco è stato sfatato."
B.37

- 1 SETTEMBRE 1942: lotta antipartigiana. Un comunicato dell'OKW
"Comandante in capo delle forze terrestri. Stato intermedio delle forze di terra. Ufficio Operativo.
N°11058/42
Timbro del comandante del gruppo d'armata I ricevuto il 1° settembre 1942.
N° di ricev. 6829/42

Oggetto: creazione di commandos di cacciatori per la lotta contro le bande partigiane.

Contemporaneamente alla lotta contro le bande partigiane, condotta con grossi reparti, occorre eseguire importanti missioni di scarsa portata utilizzando dei piccoli commandos di cacciatori ben equipaggiati e ben armati.

Composizione delle forze di un commando:

1 ufficiale, capo del commando, circa 4 gruppi da combattimento (in ciascun gruppo un abitante del posto esperto nella lotta contro le bande e in abiti civili, con il compito di esploratore).
La scelta delle armi andrà effettuata con particolare cura.
L'istruzione dei commandos di cacciatori sarà assicurata da ufficiali esperti.
Nelle loro azioni, si raccomanda ai commandos di seguire le istruzioni redatte sulla base dell'esperienza accumulata e del materiale preso al nemico."
B.01


- Una descrizione del generale VON STÜLPNAGEL
"Un ufficiale della miglior tradizione, onesto e di nobile pensiero... Un intellettuale con elevati interessi e finezza politica, con il quale mi intendevo a meraviglia. Era una di quelle persone convinte che Hitler fosse un nemico della patria, in costante conflitto con se stesso e sempre pronte a spronare anche gli altri all'azione.
[...] Manteneva sempre un atteggiamento calmo e riflessivo in merito alla resistenza senza mai perdere di vista l'insieme della situazione."
B.10

- Sulle operazioni in Africa
"Naturalmente, se si fosse presentata l'occasione per un'azione offensiva, non ce la saremmo lasciata sfuggire; ma nel complesso miravamo soprattutto a guadagnar tempo.
[...]
Parlai l'ultima volta con Rommel di questo argomento nella primavera del 1942. In quell'occasione egli mi disse che avrebbe conquistato l'Egitto e il Canale di Suez; poi si mise a parlare dell'Africa orientale. Non potei trattenere un sorriso, forse poco cortese, e gli domandai quali mezzi gli sarebbero occorsi per compiere quell'impresa. Disse che gli servivano altri due corpi corazzati. Allora gli chiesi: 'Ammesso che noi li avessimo, come fareste a rifornirli e a mantenerli?' La sua risposta fu: 'Ciò mi è del tutto indifferente; è affar vostro!' Col peggiorare della situazione in Africa, Rommel moltiplicò le sue richieste di aiuti. Non si curava di sapere di dove potessero saltar fuori queli aiuti. Poi gl'italiani cominciarono a lamentarsi perché il loro naviglio andava assottigliandosi per rifornire il teatro africano. Se la storia riuscirà a districare la matassa di ciò che avvenne in Africa, avrà compiuto un vero miracolo, perché Rommel seppe impasticciare le cose così maledettamente che mi domando chi mai riuscirà a venirne a capo."
B.75

- 'Leone Marino'
"Respingo nella maniera più ferma le proposte della Marina per uno sbarco su un fronte limitato [...] Dal punto di vista dell'Esercito ciò può essere definito soltanto come un suicidio. Tanto varrebbe che facessi passare le truppe attraverso un tritacarne."
B.17