 
Franz HALDER
Würzburg
30 giugno 1884
Aschau / Chiemgau
2 aprile 1972
Colonnello Generale
della Wehrmacht
Comando generale
Forze terrestri
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DICEMBRE 1941: dal diario, commenti in merito al disastro invernale
in Russia
"Il mito dell'invincibilità dell'Esercito Tedesco
è stato sfatato."
B.37 -
1 SETTEMBRE 1942: lotta antipartigiana. Un comunicato dell'OKW
"Comandante in capo delle forze terrestri. Stato intermedio delle
forze di terra. Ufficio Operativo.
N°11058/42
Timbro del comandante del gruppo d'armata I ricevuto il 1° settembre
1942.
N° di ricev. 6829/42
Oggetto: creazione di commandos di cacciatori per la lotta contro le
bande partigiane.
Contemporaneamente alla lotta contro le bande partigiane, condotta con
grossi reparti, occorre eseguire importanti missioni di scarsa portata
utilizzando dei piccoli commandos di cacciatori ben equipaggiati e ben
armati.
Composizione delle forze di un commando:
1 ufficiale, capo del commando, circa 4 gruppi da combattimento (in
ciascun gruppo un abitante del posto esperto nella lotta contro le bande
e in abiti civili, con il compito di esploratore).
La scelta delle armi andrà effettuata con particolare cura.
L'istruzione dei commandos di cacciatori sarà assicurata da ufficiali
esperti.
Nelle loro azioni, si raccomanda ai commandos di seguire le istruzioni
redatte sulla base dell'esperienza accumulata e del materiale preso
al nemico."
B.01
- Una descrizione del generale VON STÜLPNAGEL
"Un ufficiale della miglior tradizione, onesto e di nobile
pensiero... Un intellettuale con elevati interessi e finezza politica,
con il quale mi intendevo a meraviglia. Era una di quelle persone convinte
che Hitler fosse un nemico della patria, in costante conflitto con se
stesso e sempre pronte a spronare anche gli altri all'azione.
[...] Manteneva sempre un atteggiamento calmo e riflessivo in merito
alla resistenza senza mai perdere di vista l'insieme della situazione."
B.10
- Sulle
operazioni in Africa
"Naturalmente, se si fosse presentata l'occasione per
un'azione offensiva, non ce la saremmo lasciata sfuggire; ma nel complesso
miravamo soprattutto a guadagnar tempo.
[...]
Parlai l'ultima volta con Rommel di questo argomento nella primavera
del 1942. In quell'occasione egli mi disse che avrebbe conquistato l'Egitto
e il Canale di Suez; poi si mise a parlare dell'Africa orientale. Non
potei trattenere un sorriso, forse poco cortese, e gli domandai quali
mezzi gli sarebbero occorsi per compiere quell'impresa. Disse che gli
servivano altri due corpi corazzati. Allora gli chiesi: 'Ammesso che
noi li avessimo, come fareste a rifornirli e a mantenerli?' La sua risposta
fu: 'Ciò mi è del tutto indifferente; è affar vostro!'
Col peggiorare della situazione in Africa, Rommel moltiplicò
le sue richieste di aiuti. Non si curava di sapere di dove potessero
saltar fuori queli aiuti. Poi gl'italiani cominciarono a lamentarsi
perché il loro naviglio andava assottigliandosi per rifornire
il teatro africano. Se la storia riuscirà a districare la matassa
di ciò che avvenne in Africa, avrà compiuto un vero miracolo,
perché Rommel seppe impasticciare le cose così maledettamente
che mi domando chi mai riuscirà a venirne a capo."
B.75
- 'Leone Marino'
"Respingo nella maniera più ferma le proposte della
Marina per uno sbarco su un fronte limitato [...] Dal punto di vista
dell'Esercito ciò può essere definito soltanto come un
suicidio. Tanto varrebbe che facessi passare le truppe attraverso un
tritacarne."
B.17
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