 
Hans Von SEECKT
Schleswig
22 aprile 1866
Berlino
27 dicembre 1936
Generale della Reichswehr
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- 1928:
Dal libro 'Pensieri di un soldato'
"La massa diventa immobile: non può più manovrare
e pertanto non può vincere; può soltanto stritolare per
semplice effetto di peso.
[...] E' importante limitare quanto più possibile l'improduttivo
mantenimento sotto le armi di uomini atti al lavoro. [...] Una massa
coscritta, l'addestramento della quale è stato breve e superficiale,
è 'carne da cannone', nel peggior senso della parola, se viene
opposta a un ristretto numero di tecnici bene addestrati. [...] L'esercito
operante [deve consistere di] soldati di professione, a ferma lunga,
volontari nella maggior misura possibile. [...] un allenamento della
gioventù, che deve puntare più su una disciplina generale,
mentale e fisica, che sul lato militare. [...] In tal modo si costruisce
una massa militare, la quale, sebbene inadatta a prender parte a una
guerra di movimento e a cercar la decisione in una battaglia in piena
regola, è bene in grado di adempiere i doveri della difesa del
paese e, nel tempo stesso di provvedere, coi suoi elementi migliori,
a un continuo rafforzamento dell'esercito regolare combattente in campo.
[...] In breve, a me pare che tutto l'avvenire dell'arte della guerra
stia nell'impiego di eserciti mobili, relativamente piccoli, ma di alta
qualità, resi notevolmente più efficienti con l'aggiunta
di aerei, e nella mobilitazione simultanea di tutte le forze, sia per
alimentare l'offensiva sia per difendere il paese.
[...] I giorni della cavalleria, se bene addestrata, equipaggiata e
guidata con sistemi moderni, non sono contati, [...] le sue lance possono
ancora spiegare con fiducia, al vento del futuro, le bandiere.
[...] L'uomo di stato si troverà, nell'un modo o nell'altro,
la strada sbarrata; egli dedurrà da questa opposizione una minaccia
prima ai suoi piani, poi al prestigio nazionale, e finalmente all'esistenza
stessa dello stato, e perciò, convintosi che il suo paese sia
aggredito, s'impegnerà in una guerra difensiva.
[...] Io trovo molto fastidioso il non poter più considerare
Nerone semplicemente come il mostro imperiale che soleva andare a letto
al lume d'un cristiano trasformato in torcia ardente, ma piuttosto come
un dittatore moderno, saggio anche se alquanto bizzarro.
[...] L'intelletto senza volontà è privo di valore, la
volontà senza intelletto è pericolosa.
[...] L'affermazione che la guerra è la continuazione con altri
mezzi, della politica, è divenuta ora uno slogan a effetto ed
è pertanto pericolosa. Con eguale veridicità possiamo
dire che la guerra è la bancarotta della politica.
[...] Una storia dello Stato Maggiore Generale... sarebbe una storia
di lavoro tranquillo e positivo; narrerebbe di arroganze e di altere
acquiescenze, di vanità e di invidie, di tutte le debolezze umane,
della lotta tra genialità e burocrazia, delle cause occulte della
vittoria e della sconfitta. Sarebbe circonfusa da molte aureole, ma
l'elemento tragico non mancherebbe."
B.26
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