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HANS VON SEECKT ULTIMO AGGIORNAMENTO 30/10/2005 HOME

Testatina L'UomoHans Von Seeckt

Hans Von SEECKT

Schleswig
22 aprile 1866

Berlino
27 dicembre 1936

Generale della Reichswehr

 

- 1928: Dal libro 'Pensieri di un soldato'
"La massa diventa immobile: non può più manovrare e pertanto non può vincere; può soltanto stritolare per semplice effetto di peso.
[...] E' importante limitare quanto più possibile l'improduttivo mantenimento sotto le armi di uomini atti al lavoro. [...] Una massa coscritta, l'addestramento della quale è stato breve e superficiale, è 'carne da cannone', nel peggior senso della parola, se viene opposta a un ristretto numero di tecnici bene addestrati. [...] L'esercito operante [deve consistere di] soldati di professione, a ferma lunga, volontari nella maggior misura possibile. [...] un allenamento della gioventù, che deve puntare più su una disciplina generale, mentale e fisica, che sul lato militare. [...] In tal modo si costruisce una massa militare, la quale, sebbene inadatta a prender parte a una guerra di movimento e a cercar la decisione in una battaglia in piena regola, è bene in grado di adempiere i doveri della difesa del paese e, nel tempo stesso di provvedere, coi suoi elementi migliori, a un continuo rafforzamento dell'esercito regolare combattente in campo. [...] In breve, a me pare che tutto l'avvenire dell'arte della guerra stia nell'impiego di eserciti mobili, relativamente piccoli, ma di alta qualità, resi notevolmente più efficienti con l'aggiunta di aerei, e nella mobilitazione simultanea di tutte le forze, sia per alimentare l'offensiva sia per difendere il paese.
[...] I giorni della cavalleria, se bene addestrata, equipaggiata e guidata con sistemi moderni, non sono contati, [...] le sue lance possono ancora spiegare con fiducia, al vento del futuro, le bandiere.
[...] L'uomo di stato si troverà, nell'un modo o nell'altro, la strada sbarrata; egli dedurrà da questa opposizione una minaccia prima ai suoi piani, poi al prestigio nazionale, e finalmente all'esistenza stessa dello stato, e perciò, convintosi che il suo paese sia aggredito, s'impegnerà in una guerra difensiva.
[...] Io trovo molto fastidioso il non poter più considerare Nerone semplicemente come il mostro imperiale che soleva andare a letto al lume d'un cristiano trasformato in torcia ardente, ma piuttosto come un dittatore moderno, saggio anche se alquanto bizzarro.
[...] L'intelletto senza volontà è privo di valore, la volontà senza intelletto è pericolosa.
[...] L'affermazione che la guerra è la continuazione con altri mezzi, della politica, è divenuta ora uno slogan a effetto ed è pertanto pericolosa. Con eguale veridicità possiamo dire che la guerra è la bancarotta della politica.
[...] Una storia dello Stato Maggiore Generale... sarebbe una storia di lavoro tranquillo e positivo; narrerebbe di arroganze e di altere acquiescenze, di vanità e di invidie, di tutte le debolezze umane, della lotta tra genialità e burocrazia, delle cause occulte della vittoria e della sconfitta. Sarebbe circonfusa da molte aureole, ma l'elemento tragico non mancherebbe."
B.26