 
Wilhelm KEITEL
Helmscherode
22 settembre 1882
Norimberga
16 ottobre 1946
Feldmaresciallo
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- 5 LUGLIO 1940: autorizzazione
alla confisca dei beni delle Logge massoniche
"Il capo dell'Alto Comando delle Forze Armate
N.2850/40 g. Adj. capo OKW
Al comandante in capo dell'esercito
Comandante delle forze armate nei Paesi Bassi
Il Reichsleiter Rosenberg ha chiesto al Führer che si
ricerchino:
1) nelle biblioteche e archivi di Stato gli scritti che possano riguardare
la Germania,
2) nelle cancellerie delle alte autorità ecclesiastiche e nelle
Logge, le procedure politiche dirette contro noi, e di far confiscare
il materiale in questione.
Il Führer ha ordinato che questa proposta divenga esecutiva e la
Polizia segreta di Stato [Gestapo] - coadiuvata dagli archivisti del
Reischsleiter Rosenberg - è stata incaricata delle indagini.
Il capo della Polizia di Sicurezza, il Gruppenführer SS Heydrich,
ne è messo al corrente; egli entrerà in rapporto con i
comandanti militari competenti, in vista dell'adempimento di tale missione.
Tale misura, dovrà essere applicata in tutti i territori da noi
occupati, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia.
Con preghiera d'informarne i servizi subalterni competenti."
B.24
- 12 OTTOBRE
1940: da una direttiva in merito all'operazione 'Leone Marino'
"[...] Se ci dovesse essere un nuovo proposito di invadere l'Inghilterra
in primavera o all'inizio dell'estate 1941, si effettueranno i preparativi
al livello di operatività richiesto [...]."
B.17
- 13 MAGGIO
1941: da un ordine relativo alla condotta di guerra contro l'Unione
Sovietica
"[...] la catastrofe del 1918, il periodo di sofferenza del popolo
tedesco che ne era seguito e la lotta contro il Nazionalsocialismo -
con tanti sacrifici di sangue sopportati dal movimento - possono essere
attribuiti all'influenza bolscevica. Nessun tedesco dovrebbe dimenticarlo."
B.45
-
16 SETTEMBRE 1941: da un ordine relativo alla condotta di guerra contro
l'Unione Sovietica
"Quartier Generale del comandante in capo
16 settembre 1941
Segreto
1) Dall'inizio della campagna militare contro la Russia Sovietica, in
tutte le regioni occupate dalla Germania è nato un movimento
di rivolta comunista. Questo movimento è di varia natura, comincia
con la propaganda e gli attentati contro militari dell'armata tedesca
e finisce con aperte rivolte ed una guerra partigiana organizzata.
E' stato stabilito che si tratta in questo caso di un movimento di massa
diretto con metodo da Mosca. Questa guida è la causa di eventi
che, di primo acchito, sembrerebbero del tutto insignificanti e che
si sono verificati in regioni fino ad oggi rimaste tranquille.
Visto il grande numero di conflitti politici ed economici che si accendono
nelle regioni occupate, bisogna prevedere che gli ambienti nazionalisti
ed altri utilizzeranno questa possibilità per creare, di concerto
con i ribelli comunisti, difficoltà alle autorità tedesche
d'occupazione.
In tal modo, emerge in misura crescente un pericolo per le autorità
militari tedesche, che si manifesta all'improvviso con un clima d'inquietudine
generale nei confronti delle truppe d'occupazione e che porta alla dispersione
delle forze necessarie alla distruzione dei principali focolai di ribellione.
2) I mezzi impiegati fino ad oggi per sconfiggere il movimento di rivolta
comunista si sono rivelati insufficienti.
Il Führer ha ordinato di applicare ovunque le misure più
energiche per cancellare questo movimento senza il minimo indugio.
L'ordine e la calma non possono essere ristabiliti altro che attraverso
la via che si è sempre rivelata efficace nella storia dell'espansione
della dominazione dei grandi popoli.
3) Partendo da quanto è stato detto finora, bisogna agire secondo
i principi fondamentali esposti di seguito.
a) In tutti i casi di rivolta contro le autorità tedesche di
occupazione, indipendentemente dalle circostanze, bisogna partire dal
punto di vista che si tratta di una rivolta di origine comunista.
b) Per cancellare il malcontenti di questo tipo, occorre, alle prime
avvisaglie, prendere immediatamente le misure più energiche per
riaffermare l'autorità delle forze d'occupazione e prevenire
l'espansione del movimento. Occorre tenere presente che la vita umana
nei paesi interessati non ha alcun valore nella maggior parte dei casi
e che un effetto di terrore si può ottenere soltanto con l'aiuto
di misure di eccezionale crudeltà. Come rappresaglia per la morte
di un soldato tedesco, deve essere considerata adeguata la pena capitale
inflitta a 50 o 100 comunisti. Il metodo di esecuzione deve inoltre
aumentare la forza di quest'azione terrificante.
Qualsiasi altra linea di condotta legata a pene relativamente deboli
o che si limiti alle sole minacce di applicazione di pene più
severe non sarà conforme a quest enorme fondamentali e per tale
motivo deve essere respinta.
c) Le relazioni politiche tra la Germania e i paesi corrispondenti non
possono essere prese a modello di condotta e comportamento delle autorità
d'occupazione tedesche.
Bisogna sempre rammentare e sottolineare con tutti i mezzi propagandistici
che le misure più energiche libereranno anche la popolazione
locale dai criminali comunisti e renderanno loro un servigio.
Un'abile propaganda di questo tipo sortirà l'effetto che anche
misure estreme dirette contro i comunisti non provocheranno reazioni
negative negli ambienti favorevoli della popolazione.
d) Come regola generale, le forze locali non sono fidate quando si tratta
di applicare simili misure di repressione. Occorre prevenire l'accrescimento
di queste forze, poiché ciò significa un aumento di pericolo
per le nostre stesse truppe.
Allo stesso tempo, bisogna praticare largamente l'elargizione di premi
alla popolazione per ottenere il suo aiuto, sotto una forma appropriata.
e) nella misura in cui, a titolo eccezionale, si possano mettere in
funzione i consigli di guerra per giudicare i casi di rivolta comunista
o altre azioni analoghe contro le autorità tedesche di occupazione,
questi tribunali devono pronunciare i verdetti più severi
Soltanto la pena capitale è un mezzo d'intimidazione realmente
efficace. In particolare, occorre punire con la pena di morte le spie,
i sabotatori e le persone che cerchino di entrare in contatto con un
esercito straniero. La detenzione illegale d'armi deve essere ugualmente
punita con la pena capitale.
4) I comandanti delle truppe nelle regioni occupate devono prendere
le misure necessarie per portare i principi fondamentali indicati sopra
a conoscenza di tutte le autorità militari ed agli organi incaricati
di soffocare le rivolte e le ribellioni comuniste."
B.01
- 14 NOVEMBRE 1941: da un ordine di servizio all'Alto Comando
dell'Esercito
"Il Fuhrer ritiene necessario, in considerazione delle
nostre capacità di produzione limitate e già sotto pressione,
di ridurre la nostra produzione di carri armati relativamente al numero
dei modelli e di determinare quelli futuri [...] in modo da alleviare
la pressione sugli addetti alla progettazione nell'industria e nelle
forze armate e da rendere disponibili ingegneri per altre produzioni;
gli sviluppi in corso che verrebbero comunque ad essere abbandonati
entro breve tempo, dovranno essere lasciati. Il Fuhrer esige che il
programma venga semplificato e limitato, in modo da poter adottare più
facilmente procedure di produzione di massa [...]"
B.17
- 16 DICEMBRE
1942: da un ordine alle truppe impegnate nella lotta antipartigiana
in Russia
"Gran Quartier Generale del comandante in capo
16 dicembre 1942
Segreto
Il Führer dispone di informazioni secondo le quali alcuni militari
dell'esercito tedesco che avevano partecipato alla lotta contro le bande
sono stati processati per la loro condotta in combattimento.
Visto ciò, il Führer ha ordinato quanto segue:
1. - Il nemico utilizza nelle bande combattenti fanatici di formazione
comunista che non indietreggiano davanti a nessun atto di violenza.
Più di sempre si tratta qui di 'essere o non essere'. Da ora
in poi, questa lotta non ha nulla in comune con la condotta cavalleresca
del soldato o con le regole della convenzione di Ginevra.
Se questa lotta contro le bande all'Est e nei Balcani non viene condotta
con i mezzi più brutali, nel prossimo futuro le forze disponibili
saranno insufficienti ad eliminare questa peste.
Per tale motivo, le truppe hanno il diritto e il dovere di usare in
questa lotta tutti i mezzi possibili senza alcuna limitazione, anche
contro donne e bambini, se questo può contribuire al successo.
Un qualunque segno di mitezza è un crimine verso il popolo tedesco
e verso il soldato al fronte, che deve subire le conseguenze dei colpi
portati da banditi e che non comprende come si possano concedere favori
ai banditi ed ai loro complici.
Partendo da queste premesse occorre applicare 'L'istruzione sulla lotta
contro le bande dell'Est'.
2. - Nessun tedesco che partecipi alle operazioni contro le bande può
essere perseguito a titolo disciplinare o giudiziario per la condotta
tenuta nei combattimenti contro i banditi e i loro complici.
I capi delle unità che lottano contro le bande hanno il compoito
di: portare detto ordine a conoscenza di tutti gli ufficiali delle loro
unità sotto una forma che ne garantisca la giusta comprensione;
informarne immediatamente i loro ufficiali addetti alla giustizia e
non ratificare i verdetti che sono in contraddizione con quest'ordine."
B.01
- "Eva era una donna piacente. Sottile,
elegante, estremamente distinta. Bionda e conb bellissime gambe. Non
imponeva la sua presenza, era molto amabile."
B.11
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