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WILHELM KEITEL ULTIMO AGGIORNAMENTO 25/12/2006 HOME

Testatina L'UomoWilhelm Keitel

Wilhelm KEITEL

Helmscherode
22 settembre 1882

Norimberga
16 ottobre 1946

Feldmaresciallo

 

- 5 LUGLIO 1940: autorizzazione alla confisca dei beni delle Logge massoniche
"Il capo dell'Alto Comando delle Forze Armate
N.2850/40 g. Adj. capo OKW
Al comandante in capo dell'esercito

Comandante delle forze armate nei Paesi Bassi
Il Reichsleiter Rosenberg ha chiesto al Führer che si ricerchino:
1) nelle biblioteche e archivi di Stato gli scritti che possano riguardare la Germania,
2) nelle cancellerie delle alte autorità ecclesiastiche e nelle Logge, le procedure politiche dirette contro noi, e di far confiscare il materiale in questione.
Il Führer ha ordinato che questa proposta divenga esecutiva e la Polizia segreta di Stato [Gestapo] - coadiuvata dagli archivisti del Reischsleiter Rosenberg - è stata incaricata delle indagini. Il capo della Polizia di Sicurezza, il Gruppenführer SS Heydrich, ne è messo al corrente; egli entrerà in rapporto con i comandanti militari competenti, in vista dell'adempimento di tale missione.
Tale misura, dovrà essere applicata in tutti i territori da noi occupati, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia.
Con preghiera d'informarne i servizi subalterni competenti."
B.24

- 12 OTTOBRE 1940: da una direttiva in merito all'operazione 'Leone Marino'
"[...] Se ci dovesse essere un nuovo proposito di invadere l'Inghilterra in primavera o all'inizio dell'estate 1941, si effettueranno i preparativi al livello di operatività richiesto [...]."
B.17

- 13 MAGGIO 1941: da un ordine relativo alla condotta di guerra contro l'Unione Sovietica
"[...] la catastrofe del 1918, il periodo di sofferenza del popolo tedesco che ne era seguito e la lotta contro il Nazionalsocialismo - con tanti sacrifici di sangue sopportati dal movimento - possono essere attribuiti all'influenza bolscevica. Nessun tedesco dovrebbe dimenticarlo."
B.45

- 16 SETTEMBRE 1941: da un ordine relativo alla condotta di guerra contro l'Unione Sovietica
"Quartier Generale del comandante in capo
16 settembre 1941

Segreto
1) Dall'inizio della campagna militare contro la Russia Sovietica, in tutte le regioni occupate dalla Germania è nato un movimento di rivolta comunista. Questo movimento è di varia natura, comincia con la propaganda e gli attentati contro militari dell'armata tedesca e finisce con aperte rivolte ed una guerra partigiana organizzata.
E' stato stabilito che si tratta in questo caso di un movimento di massa diretto con metodo da Mosca. Questa guida è la causa di eventi che, di primo acchito, sembrerebbero del tutto insignificanti e che si sono verificati in regioni fino ad oggi rimaste tranquille.
Visto il grande numero di conflitti politici ed economici che si accendono nelle regioni occupate, bisogna prevedere che gli ambienti nazionalisti ed altri utilizzeranno questa possibilità per creare, di concerto con i ribelli comunisti, difficoltà alle autorità tedesche d'occupazione.
In tal modo, emerge in misura crescente un pericolo per le autorità militari tedesche, che si manifesta all'improvviso con un clima d'inquietudine generale nei confronti delle truppe d'occupazione e che porta alla dispersione delle forze necessarie alla distruzione dei principali focolai di ribellione.
2) I mezzi impiegati fino ad oggi per sconfiggere il movimento di rivolta comunista si sono rivelati insufficienti.
Il Führer ha ordinato di applicare ovunque le misure più energiche per cancellare questo movimento senza il minimo indugio.
L'ordine e la calma non possono essere ristabiliti altro che attraverso la via che si è sempre rivelata efficace nella storia dell'espansione della dominazione dei grandi popoli.
3) Partendo da quanto è stato detto finora, bisogna agire secondo i principi fondamentali esposti di seguito.
a) In tutti i casi di rivolta contro le autorità tedesche di occupazione, indipendentemente dalle circostanze, bisogna partire dal punto di vista che si tratta di una rivolta di origine comunista.
b) Per cancellare il malcontenti di questo tipo, occorre, alle prime avvisaglie, prendere immediatamente le misure più energiche per riaffermare l'autorità delle forze d'occupazione e prevenire l'espansione del movimento. Occorre tenere presente che la vita umana nei paesi interessati non ha alcun valore nella maggior parte dei casi e che un effetto di terrore si può ottenere soltanto con l'aiuto di misure di eccezionale crudeltà. Come rappresaglia per la morte di un soldato tedesco, deve essere considerata adeguata la pena capitale inflitta a 50 o 100 comunisti. Il metodo di esecuzione deve inoltre aumentare la forza di quest'azione terrificante.
Qualsiasi altra linea di condotta legata a pene relativamente deboli o che si limiti alle sole minacce di applicazione di pene più severe non sarà conforme a quest enorme fondamentali e per tale motivo deve essere respinta.
c) Le relazioni politiche tra la Germania e i paesi corrispondenti non possono essere prese a modello di condotta e comportamento delle autorità d'occupazione tedesche.
Bisogna sempre rammentare e sottolineare con tutti i mezzi propagandistici che le misure più energiche libereranno anche la popolazione locale dai criminali comunisti e renderanno loro un servigio.
Un'abile propaganda di questo tipo sortirà l'effetto che anche misure estreme dirette contro i comunisti non provocheranno reazioni negative negli ambienti favorevoli della popolazione.
d) Come regola generale, le forze locali non sono fidate quando si tratta di applicare simili misure di repressione. Occorre prevenire l'accrescimento di queste forze, poiché ciò significa un aumento di pericolo per le nostre stesse truppe.
Allo stesso tempo, bisogna praticare largamente l'elargizione di premi alla popolazione per ottenere il suo aiuto, sotto una forma appropriata.
e) nella misura in cui, a titolo eccezionale, si possano mettere in funzione i consigli di guerra per giudicare i casi di rivolta comunista o altre azioni analoghe contro le autorità tedesche di occupazione, questi tribunali devono pronunciare i verdetti più severi
Soltanto la pena capitale è un mezzo d'intimidazione realmente efficace. In particolare, occorre punire con la pena di morte le spie, i sabotatori e le persone che cerchino di entrare in contatto con un esercito straniero. La detenzione illegale d'armi deve essere ugualmente punita con la pena capitale.
4) I comandanti delle truppe nelle regioni occupate devono prendere le misure necessarie per portare i principi fondamentali indicati sopra a conoscenza di tutte le autorità militari ed agli organi incaricati di soffocare le rivolte e le ribellioni comuniste."
B.01

- 14 NOVEMBRE 1941: da un ordine di servizio all'Alto Comando dell'Esercito
"Il Fuhrer ritiene necessario, in considerazione delle nostre capacità di produzione limitate e già sotto pressione, di ridurre la nostra produzione di carri armati relativamente al numero dei modelli e di determinare quelli futuri [...] in modo da alleviare la pressione sugli addetti alla progettazione nell'industria e nelle forze armate e da rendere disponibili ingegneri per altre produzioni; gli sviluppi in corso che verrebbero comunque ad essere abbandonati entro breve tempo, dovranno essere lasciati. Il Fuhrer esige che il programma venga semplificato e limitato, in modo da poter adottare più facilmente procedure di produzione di massa [...]"
B.17

- 16 DICEMBRE 1942: da un ordine alle truppe impegnate nella lotta antipartigiana in Russia
"Gran Quartier Generale del comandante in capo
16 dicembre 1942

Segreto
Il Führer dispone di informazioni secondo le quali alcuni militari dell'esercito tedesco che avevano partecipato alla lotta contro le bande sono stati processati per la loro condotta in combattimento.
Visto ciò, il Führer ha ordinato quanto segue:
1. - Il nemico utilizza nelle bande combattenti fanatici di formazione comunista che non indietreggiano davanti a nessun atto di violenza. Più di sempre si tratta qui di 'essere o non essere'. Da ora in poi, questa lotta non ha nulla in comune con la condotta cavalleresca del soldato o con le regole della convenzione di Ginevra.
Se questa lotta contro le bande all'Est e nei Balcani non viene condotta con i mezzi più brutali, nel prossimo futuro le forze disponibili saranno insufficienti ad eliminare questa peste.
Per tale motivo, le truppe hanno il diritto e il dovere di usare in questa lotta tutti i mezzi possibili senza alcuna limitazione, anche contro donne e bambini, se questo può contribuire al successo.
Un qualunque segno di mitezza è un crimine verso il popolo tedesco e verso il soldato al fronte, che deve subire le conseguenze dei colpi portati da banditi e che non comprende come si possano concedere favori ai banditi ed ai loro complici.
Partendo da queste premesse occorre applicare 'L'istruzione sulla lotta contro le bande dell'Est'.
2. - Nessun tedesco che partecipi alle operazioni contro le bande può essere perseguito a titolo disciplinare o giudiziario per la condotta tenuta nei combattimenti contro i banditi e i loro complici.
I capi delle unità che lottano contro le bande hanno il compoito di: portare detto ordine a conoscenza di tutti gli ufficiali delle loro unità sotto una forma che ne garantisca la giusta comprensione; informarne immediatamente i loro ufficiali addetti alla giustizia e non ratificare i verdetti che sono in contraddizione con quest'ordine."
B.01


- "Eva era una donna piacente. Sottile, elegante, estremamente distinta. Bionda e conb bellissime gambe. Non imponeva la sua presenza, era molto amabile."
B.11